SpazioDati è una Data Champions Startup secondo Serena Capital

A metà ottobre Serena Capital ha pubblicato “Data Revolution“, uno studio che esamina lo scenario in cui operano le startup della Data Economy. L’obiettivo è conoscere meglio le dimensioni di questo segmento di mercato, partendo da un’analisi dei finanziamenti ricevuti negli ultimi due anni dalle startup all’interno della filiera.

SpazioDati è una delle oltre 130 startup europee nominate “Data Champions”, nonché una delle quattro startup italiane presenti nello studio: un bel riconoscimento del lavoro che stiamo facendo. In un certo senso, è un riconoscimento perfino del nostro motto “All you need is data“.

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We all know that data is a big thing. What my colleagues at Serena Capital and I wanted to do however, was go beyond the current doxa to try to understand why and how big it actually will be. Above all, we wanted to base our study on a bottom-up approach. To do this, we manually analyzed more than 3,000 funding rounds from tech companies in the EU over the past 2 years, looking for data on data startups.

We had a lot of questions to answer; who they are, what they do, how large the investments in this sector are, etc.

Looking at the physical activities of each startup, we developed a framework based on objective criteria, which allowed us to define what a data startup is, using it for classification purposes.

L’elemento usato da Serena Capital per riconoscere l’appartenenza di una startup alla filiera della Data Economy è un framework chiamato “Data Chain“. Le startup riconosciute come Data Champions sono riconducibili ad uno qualsiasi dei livelli considerati: il livello fisico, legato alla gestione hardware del dato, e il livello digitale, più orientato all’analisi, all’interpretazione dei dati onde renderli “actionable data” (ovvero “smart data”).

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We called this framework the “data chain”, illustrating the main characteristics of data startups and the fact that data companies can be involved both in a physical layer (storage and processing) and in a digital layer (non-trivial data collection, interpretation and actionable data production).

Le slide a corredo dello studio sono utili per capirne sinteticamente i dettagli:

The Data Revolution: gli aspetti salienti

Lo studio presenta una serie davvero interessante di infografiche, che esaminano alcuni aspetti del mercato europeo della Data Economy:

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E’ interessante notare la presenza di alcuni settori tradizionali, come il settore energetico, quello della salute e quello automotive: segno dell’importanza trasversale della dimensione “data“, un vero e proprio asset sempre più strategico.

Nel segmento più “digital” sono ben rappresentati quei settori che aiutano a dare informazioni rilevanti sul parco clienti o sull’acquisizione di lead e nuovi clienti (Customer Insights e Sales & Marketing). Atoka, il servizio di Sales Intelligence e Lead Generation B2B sviluppato da SpazioDati, si colloca in questa categoria.

Lo studio, in particolare, evidenzia l’immenso potenziale derivante dalla sinergia tra i Big Data e le opportunità offerte dalla tecnologia nel trattarli in maniera sempre più autonoma e intelligente. Questo potenziale crea scenari realmente dirompenti.

Si tratta di una percezione diversa del mondo, in un certo senso “aumentata” rispetto a quella generata da altre scoperte e innovazioni del passato (telescopio, microscopio ecc…), che vengono citate sia nelle slide che nella presentazione del report:

These were tremendously huge revolutions because they changed the way we look at the world and were able to impact and largely disrupt our perception. Changing perception transforms everything and allows new horizons.

The collection and interpretation of huge amounts of data through diverse kinds of measures and statistics/AI technics means that data is a disruption bringing a new perception paradigm. It is like the microscope but which lets us understand a (larger and larger) part of the physical world through its projection on the data space.

[...]

the data revolution means not only a new kind of perception for humans but also… the start of perception by machines.
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[...]

Enabling the self-organization of intelligent machine networks, operating from the data space on the physical world, data is more than simple information; it is a new medium between humans, machines and nature allowing us to leverage on our new digital abilities to go further.

Non a caso le ricerche inserite in Google e tracciate con Google Trends stanno evidenziando un interesse crescente verso le tecnologie chiave a cavallo di questa “Data Revolution”:

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Nello studio questa sinergia di tecnologie e dati viene portata alle estreme conseguenze:

Indeed, cloud interaction between machines, through a database, enables a very special kind of synergy, well known by entomologists and AI specialized computer scientists as “stigmergy”. Look at ants: they are very basic animals, but interacting with each other using pheromone dispatched on their path makes the colony have a seemingly intelligent behavior. Stigmergies can produce complex processes without the need for any control or direct communication between agents. Data is like pheromone for machines: Data is network. It will probably account for unexpected and interesting properties in the data ecosystem.

Tali potenzialità stanno diventando oggetto di discussione ad alto livello, specie negli Stati Uniti, il mercato più maturo e consapevole rispetto a questi temi. Una discussione che coinvolge non solo la sfera economica, ma quella sociale e culturale.

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L’intervista pubblicata qualche settimana fa da Wired che vede il presidente degli Stati Uniti Barack Obama dialogare di Intelligenza artificiale e Machine Learning con Joi Ito, il direttore del MIT Media Lab, rientra esattamente in questa dinamica in atto.

Insomma, ha tutta l’aria di una “Data Revolution”, con orizzonti ancora tutti da esplorare.